Una piccola libreria a Parigi
Nina  George

 Jean Perdu è il nostro protagonista, un cinquantenne proprietario di una libreria galleggiante.
La libreria non è una delle classiche, infatti è ancorata sulla Senna, ed è considerata più come una “Farmacia letteraria” dove poter curare ogni tipo di male che può inquinare l’anima.
Jean però, la sua anima romantica, l’ha persa quasi vent’anni fà, quando Manon, la sua amante, la sua luce del Sud perché arrivata dalla Provenza, se ne andò all’improvviso lasciandogli soltanto una lettera che Jean non ha mai avuto il coraggio di aprire.
Ora lui vive da solo, nel ricordo dell’amata, trovando la cura per tutti gli amici e i clienti, ma non per sé stesso.
Finché l’arrivo dei nuovi vicini sarà una granata nella vita di Perdu perché decide di mettersi in viaggio cercando la donna della sua vita, un viaggio fino alla Provenza, fino alle luci del Sud.
Il romanzo è abbastanza fluido, quasi elegante e morbido, arriva piano piano, come un gatto, all’inizio con distacco e indifferenza, ma il docile animale pianta il seme dell’amore, le fusa riescono a saldare un mucchio di ossa rotte e a curare un’anima indurita, ed ecco cos’è quest’opera: una terapia, un amore senza timore e condizioni, quasi senza promesse, ma una volta che riesce a guarire, come i felini vanno per la loro strada senza guardarsi indietro.

(tratto da: http://www.anobii.com/books/Una_piccola_libreria_a_Parigi/9788820056476/017af43a4a771ca966 )