recensione da http://www.qlibri.it/narrativa-italiana/romanzi

copertina-Rattaro…La storia narrata, è una storia come tante, come molte di quelle che ascoltiamo alla televisione o che leggiamo sul giornale. E’ una realtà in cui è intriso anche un obiettivo, quello di invitare queste anime violate da chi professava di amarle, a ribellarsi alla tirannia, alla prigione in cui si sono ritrovate per errore, consapevolezza, ingenuità, è la preghiera silenziosa a rivolgersi a centri di accoglienza specializzati, a farsi del bene, a riprendersi la propria vita. Perché a volte non vogliamo vedere oltre, vogliamo a tutti i costi trovare il buono in chi abbiamo accanto, concedergli fiducia. E nessuno può essere condannato per questo, è un proposito insito nell’animo umano. Tutti sbagliamo, e certe volte ammettere l’errore e concedersi una seconda possibilità è quanto più difficile ci sia. Della storia di Emma, vicenda ahimé realmente accaduta ad una persona vicina all’autrice, la parte più difficile da affrontare non è nemmeno tanto quella delle violenze, è quella della rinascita, quella del “dopo”; scoglio apparentemente insormontabile.
Fluente, diretto, concreto. Un testo che è capace di coinvolgere chi legge tanto che si conclude in appena 7/8 ore; ma alla sua ultimazione state pur certi che non vi avrà lasciato indifferenti. L’unica pecca, il solo cavillo: il tentato linguaggio giuridico, lo sperato approfondimento legale. Purtroppo su questo fronte qualche lacuna c’è, poteva fare di più per rendere maggiormente solide le sue argomentazioni. Lo so, sono puntigliosa, ma per altrettante sostenibili ragioni. Buono comunque il proposito.

«Non esiste la coppia perfetta. Nessuno può amarsi per sempre, nutrire infinita fiducia o costruire un rapporto del tutto privo di minacce. Esistono solo impavide persone che nonostante tutto ci provano. A volte ci riescono.»

«Si chiama dolore, ha mille abiti ma un solo odore»

«Tutto questo viene comunemente chiamato guarigione, il nostro ritorno all’equilibrio e alla salute. Raramente però è accompagnato dalla dimenticanza. Ma non importa, perché l’unica cosa davvero importante è ricordarsi di splendere. Anche se il mondo, a volte, te lo impedisce, tu splendi. Splendi più che puoi.»