Dora ha deciso di radunare i suoi nipoti nella vecchia casa di famiglia per un pranzo Sta cercando di venire a patti con la sua vita e gli errori che ha commesso, risolvere alcune situazioni rimaste in sospeso La sua badante Dashulia, che la sta aiutando con i preparativi, non riesce a capire come mai sia così difficile riunire la famiglia attorno a un tavolo Per lei non ci sarebbe gioia più grande di stare con suo marito e i suoi figli I nipoti, non senza ritrosie e ripensamenti, sono costretti a fare i conti con il ritorno alla casa della loro infanzia, trovandosi assaliti da ricordi che non sanno come affrontare, sentimenti che vorrebbero nascondersi ma che alla fine tornano a galla, e non c’è niente che possano fare per impedirlo

Despite the efforts, it seems that eventually Dora is unable to get what he most desired, the full redemption of the memory But his is only superficially the story of a defeat, because, as written by Maura Maioli in an intense final note, memory is “the only thing we can oppose the death penalty, the only place in which objects, people and places with their stories continue to act And there that meticulously build our past to oppose the escape of this And there, on the bottom, that something always remains, even after the end”