“È un libro sulla complessità e contro la radicalità. Che racconta in modo semplice e puro la storia d’amore tra due donne. Un romanzo di formazione, non autobiografico, per comprendere cosa significa diventare adulti e cosa significa amare anche i lati oscuri di una persona”. In occasione dell’uscita de “Il cuore è un organo”, il suo d’esordio, Francesca Michielin si racconta con ilLibraio.it: “Credo che gli uomini in questa storia non dovessero starci, volevo lasciare uno spazio solo per le donne”. Parla del suo rapporto con la scrittura (“Ha una funzione terapeutica, ma non nel senso che deve diventare un luogo di sfogo, bensì un modo per evadere e comprendere quello che mi succede attorno… quello che ho scritto non è un romanzo autobiografico”) e di quello con la lettura (“Ho riletto ‘Fai bei sogni’ di Massimo Gramellini, un libro che mi ha accompagnato durante l’adolescenza. Le poesie di Franco Arminio mi rilassano e mi infondono speranza…”)

Ventisette anni e alle spalle una vittoria nel 2011 alla quinta edizione del celebre talent show X Factor, una laurea al Conservatorio, dieci anni di tour, partecipazioni a Sanremo, dischi, podcast, colonne sonore, duetti, una trasmissione tv. E ora anche un libro, Il cuore è un organo (Mondadori).

Un libro. Un programma. Una brillante comparsa a Sanremo. Questo è momento particolarmente intenso per lei. Come se la sta cavando?
“Direi bene. Sono emozionata e contenta. E poi tengo davvero tanto a questo libro”.

Come mai ha scelto di dedicarsi alla scrittura di un romanzo? Aveva bisogno di una nuova forma per esprimersi?
“Sono sempre felice quando scrivo. Ho una testa iperattiva e vulcanica. Il mio psicologo mi ha detto che la scrittura può essere terapeutica, ma non nel senso che deve diventare un luogo di sfogo, bensì un modo per evadere e comprendere quello che mi succede attorno. E in tutte le forme: dalla canzone, alla poesia fino alla prosa di un romanzo”.

Ci ha lavorato molto?
“La fase di scrittura è durata circa quattro mesi. Ma è da più di sei anni che ci stavo pensando. Avevo un programma serratissimo, ho definito il titolo, il tema, i personaggi, la scaletta…”.

E la scintilla da dove è nata?
“Quando ero molto più giovane, nel 2015, ho scritto Battito di ciglia, una canzone in cui dicevo, tra le altre cose, che ‘il cuore è un battito di ciglia, un drago che morde, un fuoco che non brucia mai’. Da lì ho iniziato a ragionare: noi idealizziamo di continuo il cuore. Ma infondo non è altro che un organo…”.